Dal 23 ottobre 2026 è in vigore il Decreto Legislativo n. 179, che adegua le norme italiane al Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale (AI Act). Tra le novità c’è un articolo dedicato alla salute e sicurezza sul lavoro, l’articolo 42.
La regola è semplice: quando un sistema di intelligenza artificiale incide sull’organizzazione del lavoro, sui ritmi produttivi, sul modo in cui si svolgono le attività o su decisioni rilevanti per la sicurezza, il suo utilizzo va considerato nella valutazione dei rischi prevista dall’articolo 28 del D.Lgs. 81/2008.
L’obbligo vale dal 23 ottobre 2026 per tutti i datori di lavoro che usano, o intendono introdurre, sistemi di IA con questi effetti. Non ogni utilizzo comporta automaticamente un aggiornamento del DVR: conta l’effetto concreto sulle condizioni di lavoro. Pensiamo ad esempio ad un software che assegna i turni, ad un sistema che regola i ritmi di una linea o ad uno strumento che monitora le prestazioni.
Il fenomeno è già diffuso: nell’indagine europea OSH Pulse del 2022, il 37% dei lavoratori ha riferito che le tecnologie digitali vengono usate per aumentare la sorveglianza, e il 55% collega questi strumenti ad una maggiore pressione sui tempi ed un sovraccarico di lavoro.
Il datore di lavoro deve:
L’EU-OSHA raccomanda anche di coinvolgere i lavoratori nella scelta e nell’uso di questi sistemi: è il modo più efficace per creare fiducia.
Il decreto stabilisce inoltre che decisioni come assunzioni, licenziamenti o provvedimenti disciplinari non possono essere prese esclusivamente da un sistema automatico: l’ultima parola spetta sempre ad una persona (articolo 41).
Il decreto non prevede sanzioni specifiche per l’articolo 42. La valutazione dei rischi però è già un obbligo del D.Lgs. 81/2008: un DVR che non considera rischi presenti in azienda è incompleto, con le conseguenze previste dal Testo unico.
Il primo passo è fare l’elenco dei sistemi di IA già in uso in azienda, compresi quelli integrati in software gestionali o macchinari, e capire quali incidono sul lavoro delle persone. Per questi va aggiornato il DVR e pianificata la formazione, prima o insieme alla loro introduzione.
Attenzione però a non affidare la valutazione alla stessa tecnologia. In un rapporto del Ministero del Lavoro di marzo 2026, l’Ispettorato nazionale del lavoro ha chiarito che affidare la redazione del DVR ad un software non è compatibile con le regole attuali: la valutazione deve restare legata al contesto della singola azienda e coinvolgere datore di lavoro, RSPP, medico competente e RLS.
Chi vuole andare oltre l’obbligo può adottare un modello strutturato: la norma ISO/IEC 42001 definisce un sistema di gestione per l’intelligenza artificiale, utile per tenere sotto controllo rischi, responsabilità e regole d’uso.
Adeguarsi al D.Lgs. 179/2026 non significa solo conoscere la nuova regola: occorre capire cosa cambia per la tua azienda e mettere in atto gli interventi giusti nei tempi previsti.
Interconsulting può affiancarti, dall’analisi della tua situazione fino all’adeguamento concreto. In questo modo, una nuova esigenza normativa può diventare un’occasione per rendere l’azienda più organizzata, consapevole e pronta a gestire i cambiamenti.
Fonte: D.Lgs. 7 ottobre 2026, n. 179 (GU n. 234 dell’8 ottobre 2026); D.Lgs. 81/2008; EU-OSHA, Verso sistemi di gestione del personale basati su intelligenza artificiale e algoritmi, 2025; Ministero del Lavoro, Verso l’Osservatorio sull’adozione di sistemi di intelligenza artificiale nel mondo del lavoro, 2026; ISO/IEC 42001:2023


