Con la pubblicazione della bozza DIS (Draft International Standard), si delineano le novità della prossima ISO 14001 prevista per il 2026. Cambiamento climatico, biodiversità e prospettiva del ciclo di vita al centro della revisione. Ecco cosa cambia per le aziende certificate.
Con la pubblicazione del Draft International Standard (DIS), la futura ISO 14001:2026 inizia a mostrare la sua struttura definitiva. Sebbene non si tratti di una rivoluzione radicale rispetto all'edizione 2015, le modifiche introdotte sono significative e mirano a rendere la norma più attuale e rispondente alle sfide globali odierne.
Ecco le principali novità emerse dalla bozza che le aziende devono iniziare a monitorare:
In linea con gli emendamenti recenti (già introdotti nel 2024), la nuova norma richiederà di considerare esplicitamente, nell'analisi del contesto, fattori ambientali critici come il cambiamento climatico, la tutela della biodiversità e l'uso sostenibile delle risorse. Non sarà più un'opzione, ma un elemento strutturale della strategia ambientale.
La "Life Cycle Perspective" assume un ruolo ancora più centrale. La bozza prevede che il campo di applicazione del Sistema di Gestione Ambientale (SGA) debba riflettere in modo più rigoroso l'approccio al ciclo di vita, spingendo le organizzazioni a considerare gli impatti ambientali non solo diretti, ma anche quelli a monte e a valle che possono controllare o influenzare.
Viene introdotta una nuova clausola specifica dedicata alla "Pianificazione e gestione dei cambiamenti". Questo richiederà alle aziende un approccio strutturato per gestire le modifiche al sistema di gestione, assicurando che ogni evoluzione organizzativa o operativa non comprometta le prestazioni ambientali.
Si precisa ulteriormente il controllo sui processi affidati all'esterno. La terminologia si aggiorna parlando di "processi, prodotti o servizi forniti esternamente" (sostituendo "processi in outsourcing"), con l'obiettivo di estendere in modo più efficace il controllo operativo e l'influenza ambientale anche su fornitori e partner.
Viene richiesto un maggiore coinvolgimento dell'Alta Direzione, non solo nel supporto ai ruoli manageriali, ma nella promozione attiva della cultura della sostenibilità a tutti i livelli. Inoltre, si pone maggiore enfasi sulla trasparenza e sulla rendicontazione delle prestazioni ambientali.
Il consiglio di Interconsulting, anche se manca ancora tempo alla pubblicazione definitiva, è di iniziare a valutare come il proprio attuale sistema gestisce temi come il cambiamento climatico e la catena di fornitura. Anticipare l'analisi del contesto su questi fronti permetterà una transizione fluida e senza sorprese.
Siamo a disposizione per effettuare gap analysis preliminari e prepararvi al meglio alle nuove sfide della sostenibilità.


